ROSANERO UNIVERSE

 

Il germe della follia

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In questo articolo "a puntate" voglio muovere l'unica critica appuntabile a questa dirigenza, visto che secondo me molto spesso sono state sprecate molte risorse pecuniarie e che in determinate occasioni con il materiale umano a disposizione si poteva fare molto di più. Per la serie... siamo veramente insaziabili, vero? Molto spesso dai propri errori si può imparare e allora mettiamoli in evidenza...

 

Fin dall’arrivo di papà Zamparini a Palermo abbiamo assaporato subito un mondo completamente diverso a cui non eravamo abituati. Obiettivi chiari, grandi risorse e l’arrivo di molti giocatori di ottimo livello e sicuro affidamento. Il famoso trasloco da Venezia a Palermo aveva sinceramente fatto luccicare gli occhi a tutti noi tifosi che ormai eravamo quasi rassegnati ad un’epoca di vacche magre, con giocatori sconosciuti spacciati per fenomeni e l’annuale ansia di non veder la propria amata squadra ai nastri di partenza del campionato successivo. In verità, Sensi, anche se per un breve periodo, ci aveva fatto gustare dei deliziosi piatti di gran calcio per poi tornare ai nostri soliti brodini di penuria economica. Non si dimenticano certo sfarzosi acquisti con moneta molto altisonante per la serie C di quei tempi. Fu una bella illusione che ebbe comunque il merito di tirarci fuori dall’inferno di quella categoria. Ma in un clima di paura e incertezza ecco arrivare l’uomo del nord con i suoi quattrini, con le sue ambizioni e capace di alimentare quei sogni finiti da troppo tempo in cassetti vecchi e impolverati. I primi giorni di mercato furono esaltanti visto che arrivarono uno dopo l’altro giocatori di livello o come spesso si usa dire giocatori di “categoria”. A completare l’opera la classica ciliegina sulla torta, un tale Lamberto Zauli, un fantasista dai piedi sopraffini protagonista l’anno precedente di un ottimo campionato in serie A con il Bologna. Incredibile per chi negli ultimi anni era abituato a vedere certi giocatori solo in tv. L’organico composto è ottimo in ogni suo reparto con i consueti pregi e difetti dei giocatori a contraddistinguerne la qualità complessiva ma con una mancanza eccellente proprio nel luogo del campo più importante: la panchina. Chi è l’allenatore che ci guiderà in serie A.? Un certo Ezio Glerean, allenatore emergente ma dalla scarsa esperienza in serie B. Aveva guidato molto bene una delle squadre rivelazioni di quel periodo, il Cittadella, con tratti di bel calcio giocato. Salire in serie A giocando anche bene? Pura utopia per un allenatore fautore del 4-2-4, schema di sicuro affidamento negli anni 50’. Il presidente dopo questa breve love story (una partita di campionato per esser precisi) decide di mantener  fede alla sua fama di “mangia-allenatori” e decide di esonerare il primo allenatore della sua nuova era in Sicilia. A volte si pensa che dagli errori si impari ma già a quel tempo nella scelta degli allenatori ma anche sulla stessa rovente panca rosanero c’era uno strano virus che colpiva tutti, il famosissimo “germe della follia”. Strana malattia questo “germe” che ha portato fin dagli inizi della nuova era il nostro presidente coadiuvato dal suo fido Foschi a scelte strane e a scarsissima pazienza verso i nostri allenatori. Anch’essi, a loro volta infettati, capaci di inventare schemi bislacchi, giocatori in ruoli strambi, sostituzioni fantasiose e con idee molto annebbiate. Tutto diventa molto più eclatante se si pensa che il presidente e il ds hanno messo in mostra grandi doti di gestione per una società di calcio. Molto spesso a dare il colpo di grazia sono state le famose esternazioni post-partita di Zampa che da sempre hanno fatto drizzare i capelli a chiunque sedesse su quella graticola, chiamata panchina. Quindi dopo Glerean si decise di puntare su di un certo Daniele Arrigoni che come esperienza non aveva nulla da invidiare al suo predecessore. In pratica? Esperienza pari a zero.

...fine prima parte alla prossima settimana

 

 L’arrivo del nuovo allenatore, molto caldeggiato dal ds rosanero, coincise con qualche leggero miglioramento ma la squadra rimase ugualmente con un gioco latitante e con uomini inadatti ai vari schemi che venivano utilizzati. Proprio quando si pensava di aver trovato la formula giusta con Zauli, uomo cardine dell’attacco rosanero che aveva più volte tolto le castagne dal fuoco, avviene l’imponderabile, frutto della storica “sfortuna” del Palermo. Il suo infortunio con il Cagliari sancisce l’inizio della fine per una squadra senza identità che rispecchiava le sue ambizioni nel suo uomo migliore. A questo punto inizia il primo tira e molla dell’era Zamparini: il classico esonerato/confermato. Per i giornalisti una vera e propria manna tutta questa commedia farsesca mentre dinamite pura per lo spogliatoio di una squadra di calcio. A febbraio, dopo il mercato di riparazione, avviene il sospirato esonero. Si poteva pensare a farlo prima anzi a non ingaggiarlo completamente ma i soldi ce li abbiamo e  perché non sfruttarli, l’economia gira, vero? Noi tifosi ricorderemo mister Arrigoni con affetto e non dimenticheremo facilmente la sua genialità nell’inventare Mutarelli terzino destro e Morrone esterno sinistro ma come spesso si usa dire, di necessità si fa virtù. In verità il germe aveva fatto un’altra vittima e adesso avevamo due allenatori che a nostre spese si curavano nelle loro “casuccie belle”. Al nostro presidente sono sempre piaciuti gli allenatori giovani ma per cercare di recuperare una situazione disperata viene chiamato una vecchia volpe della panca, il carismatico Nedo Sonetti. Mette gli uomini a disposizione nei posti giusti e la squadra magicamente inizia ad andare. Perde la prima partita ma mette di fila 14 risultati utili consecutivi per fermarsi proprio sul più bello, nell’ultima decisiva partita a Lecce. I rimpianti sono molti visto le tante partite buttate in questi ultimi mesi e un numero considerevole di tifosi in cura per cirrosi epatica a causa di un eccesso di bile. Forse a quel tempo ci si rifaceva al manuale : “1001 modi per far incacchiare il tifoso della propria squadra”. Quali i capitoli più gettonati? Come pareggiare partite praticamente vinte in maniera rocambolesca, come sprecare il doppio vantaggio, come resuscitare le classiche squadre morte, specialità suprema del Palermo da quasi un secolo. Insomma, un vasto campionario ma all’ultima giornata ci giochiamo la promozione. Probabilmente in quella giornata non siamo neanche scesi in campo e addio sogni di gloria. Un vera e proprio Caporetto visto i diversi infortuni della partita, in cui Asta chiude la sua carriera agonistica. Peccato, ma se Sonetti fosse arrivato prima? Chissà … ma a questo punto sorge un’importante interrogativo, che si fa con una squadra che nonostante tutte le vicissitudini sfiora la promozione e con un allenatore capace di una tale impresa? Gli altri puntellano gli organici, noi rivoluzioniamo tutto non badando a spese e creando un fantastico “squadrone”. Il sogno, non molto segreto, di ogni tifoso avere un presidente del genere. Ricco, ambizioso e folle…   

...fine seconda parte alla prossima settimana

 

Nella fase di calciomercato dell’estate del 2003 si punta a costruire una squadra con un mix di giocatori giovani ed esperti. I primi due colpi prendono i nomi di Eugenio Corini, regista vecchio stampo tra gli artefici del miracolo Chievo, e Luca Toni, bomber dai goal decisivi protagonista di una stagione precedente sfortunata a Brescia dove un infortunio lo tenne fuori per quasi tutta la stagione. Il bomber era già stato molto vicino in passato a vestire il rosa, ad inizio carriera per la precisione, quando il nostro ex presidente “Pagnottone” Ferrara aveva concluso il suo acquisto che poi sfumò visto che il Palermo in quell’anno non riuscì a conquistare la serie B. Brutti ricordi! Assieme ai due big arrivarono altri ottimi giocatori  e in particolare fu molto gradito il ritorno del mitico portierone Berti, protagonista del Palermo dei picciotti e molto amato dal pubblico rosanero. Anche questa volta il lavoro del ds Foschi è prefetto e il timoniere scelto per questa corazzata sarà Silvio Baldini, un giovane emergente della panca. Miracolose e spumeggianti le sue stagioni all’Empoli, ma saprà reggere alle pressioni e alle ambizioni del presidente? La squadra anche senza un gioco particolarmente brillante riesce fin da subito ad attestarsi nelle parti alte della classifica e dopo una prima parte di stagione a secco si sblocca il bomber Toni, che inizia la sua personale sfida con tutti i portieri della cadetteria. Arriva anche la fantastica vittoria a Catania ad infuocare gli animi di noi tifosi increduli di tanta grazia. Ma a Palermo amiamo complicarci la vita e le cose facili non ci piacciono. A fine dicembre e soprattutto dopo la classica sconfitta ad inizio anno nuovo, iniziano le incomprensioni tra Zampa e il mister che portano al paradossale post-partita della partita contro la Salernitana. Il germe attecchisce nel massimo delle sue potenzialità e Baldini va completamente fuori di testa, facendosi cacciare. “Zamparini dice solo cazzate”, sue testuali parole, è la frase incommentabile che esce dalla sua bocca. Il presidente esce fuori i soldi e tutti i suoi dipendenti ricevono lo stipendio puntualmente a fine mese. Poverini! Effettivamente il presidente è un po’ “aggressivo” nei commenti post-partita, ma tutto sommato essendo il proprietario può dire quello che vuole, anche se qualche volta tende un po’ ad esagerare. E così va via mister Baldini, incapace di ripetere il calcio spettacolo empolese e non molto convincente con il suo 4-2-3-1, precursore del modulo vincente Spallettiano, con il ruolo di trequartista centrale ricoperto da Massimo Mutarelli, centrocampista di rottura. La squadra ha un ottima posizione ma si decide di rinforzarla ulteriormente. Alla scadenza della sessione di mercato di gennaio arrivano altri grandi giocatori tra i quali spicca Fabio Grosso, che in quel periodo aveva anche collezionato qualche presenza in nazionale, e in panca viene chiamato finalmente un allenatore con una carriera che va ben aldilà degli ultimi due campionati disputati. Il signor Guidolin, nonostante qualche difficoltà iniziale dove il Palermo addirittura esce dalla zona promozione, riesce a dare un gioco alla squadra ed inventa il modulo che farà la fortuna del Palermo, il famoso 4-3-2-1. La vittoria con il Torino è decisiva per sbloccarsi e inizia l’esaltante cavalcata rosa che si concluderà nella magica sera del 29 maggio 2004.   

...fine terza parte alla prossima settimana

 

 

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