Marzo aprile
31-03-2010
Palermo, non vince a Catania dal 2 febbraio 2007
L'ultima vittoria del Palermo è una di quella in cui c'è ben poco da ricordare e da festeggiare. Il 2 febbraio 2007 moriva l'ispettore raciti negli incidenti durante la partita Catania-Palermo. In quell'occasione il Palermo vinse 2-1 con un gol di Caracciolo e uno di Di Michele peraltro entrambi irregolari. Da allora due vittorie del Catania per 3-1 e 2-0 lo scorso anno.In totale le partite giocate al "Massimino" di Catania in serie A sono 5 (2 vittorie del Catania, 1 del Palermo e due pareggi per 0-0). In generale, il Palermo, ha vinto per altre 3 volte tutte in B: 2-0 nella stagione 2003-04 con gol di Corini e Zauli, 2-1 nel 1967-68 con gol di Nova e Perruconi e 1-0 nel 1936-37 con gol di Alberti. I confronti complessivi tra le due squadre sono 27 e dicono : 8 vittorie Catania, 4 vittorie Palermo, 15 pareggi (per ben 8 volte 1-1, 6 volte 0-0). L'ultimo pareggio risale alla stagione 2000-01, gol di Bombardini.
26-03-2010
Palermo, 5 gli ex di turno
Saranno ben cinque i giocatori rossoblu che hanno vestito la maglia rosanero nel recente passato. Francesco Modesto, laterale sinistro, arrivò giovanissimo nel Palermo. Era la stagione 2002-03 ed era l’anno del famoso “travaso veneziano”. Il giocatore collezionò 12 presenze in campionato e 6 in coppa Italia. Nel gennaio del 2004 fu ceduto in prestito all’Ascoli e da allora non rivestì più il rosanero. La sua carriera decollò in riva allo stretto grazie alla maglia della Reggina grazie alla guida tecnica di Walter Mazzarri.
Massimo Mutarelli, arrivato anche lui nella stagione 2002-03, rimase al Palermo per 4 stagioni. Grande combattente e professionista esemplare, collezionò in rosa 116 presenze e 5 gol. Molto bello il gol che realizzò al “Del Duca” di Ascoli, con un tiro a girare da distanza siderale. Mediano di professione, fu curioso il suo utilizzo nell’era Baldini, dove giocò molte partite come trequartista nel 4-2-3-1 del tecnico. Lasciò la squadra a scadenza contrattuale nel 2006 in cerca di una nuova avventura ed è ricordato con affetto dai tifosi palermitani.
Andrea Raggi è stata una vera e propria meteora in rosanero. Costato 7.5 milioni di euro, lo scorso anno collezionò appena 2 presenze e a gennaio fu ceduto in prestito alla Sampdoria. Partito titolare con Colantuono fu subito bocciato dopo la prima partita e mister Ballardini non lo prese mai in considerazione dando fiducia a Mattia Cassani. Il giocatore è in prestito al Bologna con diritto di riscatto della metà del cartellino e sabato sarà squalificato.
Roberto Guana, arrivato dall’Ascoli nella stagione 2006-07, ha vestito la maglia rosa per tre campionati collezionando 92 presenze (83 in campionato) e 1 gol, peraltro inutile contro la Sampdoria, in coppa Italia. Apprezzato per il grande impegno, nella stagione 2008-09 trova poco spazio e viene ceduto in prestito con diritto di riscatto al Bologna.
Davide Succi, ceduto in prestito nel gennaio 2010, arrivò in rosa dopo esserne stato il giustiziere con la maglia del Ravenna in coppa Italia. Lo scorso anno il giocatore diede un ottimo apporto alla causa rosanero, realizzando 7 gol in 24 presenze molto spesso da subentrante. Importante il gol realizzato al “Meazza” contro l’Inter coronando una fantastica rimonta. Quest’anno il giocatore ha pagato l’abbondanza del settore offensivo rosanero collezionando solo 6 spezzoni di gara ma fino a questo momento al Bologna non ha trovato molto spazio.
25-03-2010
Palermo, non facciamo dietrologia
Ieri allo stadio “Luigi Ferraris” di Genova abbiamo visto un grande Palermo. Un squadra che nonostante alcune assenze importanti ha giocato un ottima partita con carattere e determinazione. E’ mancato il risultato finale a coronamento della prestazione, due punti sfuggiti di mano proprio all’ultimo secondo utile. L’arbitro, durante la partita, non è stato impeccabile in alcune scelte e probabilmente si è fatto influenzare dal clima infuocato dello stadio. Lo stesso direttore di gara che avevamo elogiato nella partita vinta a casa della Juventus e che non si era fatto condizionare dal blasone dei bianconeri, questa volta ha sbagliato. Le nostre considerazioni si devono fermare qui. Punto e a capo. Il vittimismo non paga e certo non ci restituirà quei due punti che avremmo ampiamente meritato. Adesso dobbiamo pensare solo al prossimo ostacolo, il Bologna al Barbera alle ore 20:45 di sabato, per continuare la nostra corsa al quarto posto. Non sarà una gara facile, vista l’emergenza in difesa che mister Rossi dovrà fronteggiare, ma la squadra sta dimostrando di essere più grande di partita in partita e la gara con il Genoa ci servirà per crescere e accrescere la nostra esperienza. Non pensiamo al passato ma viviamo nel presente. Gli errori degli arbitri fanno parte del calcio quindi come ha giustamente detto il presidente Zamparini, sia la squadra che i tifosi non devono fare nessuna dietrologia. Siamo forti e lo stiamo dimostrando, non cerchiamo alibi e crediamo alla Champions fino in fondo. Sabato ci aspetta una grande partita, i nostri beniamini avranno bisogno dell’apporto di tutti i tifosi e sicuramente lo spettacolo sarà assicurato. Smettete di leggere e andate a comprare il biglietto (curve a 9 euro), cosa aspettate?
15-03-2010
Palermo, un’occasione persa
La partita persa di ieri può essere analizzata con due punti di vista diversi. Se guardiamo il bicchiere mezzo pieno, il Palermo nonostante la sconfitta mantiene il 4° posto, visto l’harakiri della Juventus e il regalo dell’ex-Raggi, e manca una partita in meno alla fine del campionato. Se guardiamo il bicchiere mezzo vuoto, abbiamo perso una grande occasione visto che l’Udinese, bloccata dalla paura di perdere, ha avuto in alcuni momenti della partita di ieri dei passaggi a vuoto. I rosa avrebbero dovuto approfittare dei molti errori commessi dai friulani in difesa ma ha sbagliato moltissimi passaggi. Le condizioni precarie di Pastore e la giornata negativa di Liverani hanno acuito questa mancanza e per gli attaccanti sono arrivati pochi palloni giocabili. Sbagliata la scelta di Blasi che non è riuscito a dare quantità ed è sembrato fuori condizione e demotivato, visto i diversi mesi in panca. La velocità Di Sanchez e Di Natale ha messo in grande difficoltà i terzini rosanero che non sono stati ben supportati dai centrocampisti e l’Udinese, dopo il pareggio rosa, è riuscita a sfruttare al meglio le due splendide giocate del suo capitano. L’inserimento di Simplicio aveva dato maggior dinamicità all’attacco rosa ma proprio dopo il pareggio la squadra è sembrata accontentarsi del punticino. Grosso errore, i friulani hanno preso coraggio e hanno sfruttato le incertezze difensive dei rosa con due ottime incursioni. Proprio dopo quest’uno – due di Asamoah e Floro Flores, i rosa hanno dato il meglio di se mostrando carattere e sfiorando il clamoroso pareggio. Grande miracolo di Handanovic su un motivatissimo e dinamicissimo Bertolo, ancora poco tenuto in considerazione. Sarebbe stato troppo perché la squadra di mister Marino ha meritato e sicuramente ha un organico superiore alla classifica attuale. La lotta per il 4° posto è appena iniziata e servirà grande concentrazione e grande carattere per continuarlo a fare.
11-03-2010
Udinese, pregi e difetti
I friulani sono probabilmente la squadra di serie A ad aver maggiormente deluso in questo campionato. Partiti con ben altre ambizioni stanno pagando alcune scelte discutibili da parte della società e arrancano in zone di bassa classifica. Trattenere qualcuno controvoglia (D’Agostino,Inler), puntare su qualche giocatore sul viale del tramonto (Corradi) e su un tecnico che ormai aveva perso la fiducia della società sono la base dell’attuale classifica dell’Udinese. Analizzando la rosa a disposizione di Marino, la difesa è sicuramente il maggior punto debole (39 gol subiti) visto che è una delle peggiori del campionato nonostante possa contare su un portiere affidabile come Handanovic. La coppia di centrali Coda-Zapata è piuttosto statica e incorre spesso in errori. Sull’esterno sta dimostrando ottime qualità, soprattutto in fase offensiva, il colombiano Cuadrado ma non ci sarà Basta. Il centrocampo con l’assenza di D’Agostino perde molto in fantasia e geometria. Lo svizzero Inler, molto deludente quest’anno ma in ripresa, che sa coniugare quantità e qualità e il ghanese Asamoah con la sua dinamicità avranno il compito di innescare le punte. Molto pericoloso il tridente offensivo, con il capocannoniere Di Natale, capace di realizzare il 60%(19 gol su 32) di gol della sua squadra. Rapido, tecnico e molto imprevedibile, il cileno Sanchez, ma troppo solista. La velocità di questi due attaccanti sarà la miglior arma dell’Udinese per bucare la retroguardia rosanero. Da tenere d’occhio in panchina il trequartista Lodi, spesso utilizzato come regista, è dotato di moltissima qualità ma reduce da un campionato incolore fino a questo momento.
09-03-2010
Miccoli e la nazionale
Strano rapporto quello tra il Romario del Salento e i colori azzurri. Al primo anno di serie A con il Perugia viene convocato per la prima volta da Trapattoni e debutta il 12 febbraio 2003 contro il Portogallo. Tra il 2003 e il 2004 collezionerà 10 presenze (14 convocazioni) con 2 gol, di cui uno direttamente su calcio d’angolo, ma non riuscirà a conquistare la convocazione per EURO 2004. Da allora più nessuna possibilità nonostante i tanti campionati giocati a buon livello. In vista dei prossimi mondiali sono nati molti tormentoni in merito alle convocazioni di giocatori, sponsorizzati da stampa e tifosi, non tenuti in considerazione dal ct Lippi. Abbiamo sentito per diversi mesi i nomi di Cassano e Balotelli e ambedue sicuramente non andranno ai mondiali. Marcello Lippi crede molto al gruppo a discapito del talento dei singoli ma la sua nazionale ha dimostrato di avere poca qualità. Come si fa a restare indifferenti alle ultime prestazioni del capitano rosa? Molti giornalisti hanno iniziato ad avanzare la sua candidatura riconoscendo le grandi doti dell’attaccante che come pochi è capace di essere veramente decisivo nel corso di una partita. Purtroppo solo banali chiacchiere per riempire i giornali visto l’incomprensibile ostracismo del ct. Lippi ha il pieno diritto di fare le sue scelte ma ha anche il dovere di dare una spiegazione ai tifosi. Perché Miccoli non merita la nazionale? Scelta tecnica o vecchie ruggini juventine? In mancanza della maglia azzurra, il " re del Barbera", continuerà a deliziare con le sue perle e i suoi magici colpi esclusivamente i tifosi rosanero.
08-03-2010
Intervista a Marino
L’allenatore Pasquale Marino intervistato nella trasmissione TGS studio sport, ha parlato della sua prossima avversaria : “ Il Palermo ha dimostrato di essere una squadra forte e i suoi ultimi risultati testimoniano le loro grandi qualità”. In merito alla sua squadra ha aggiunto : “ Noi non dobbiamo partire battuti e le ultime buone prestazioni contro Inter e Atalanta conferma che siamo in crescita”. Il mister marsalese, esonerato il 22 dicembre 2009 e richiamato il 21 febbraio scorso, ha risposto sui motivi del suo esonero : “La dirigenza ha preso questa decisione in virtù dei risultati della squadra dovuti alla mancanza di alcune pedine fondamentali assenti per infortunio”. Dal suo ritorno in panchina, Marino, ha ottenuto 4 punti frutto di 1 vittoria, 1 pareggio ed 1 sconfitta.
07-03-2010
Palermo, alla scoperta di Bertolo
Dopo 26 giornate e solo 9 presenze, di cui una sola da titolare, il pubblico rosanero ha finalmente potuto apprezzare l’argentino Nicolas Bertolo. Arrivato dal Banfield con l’etichetta di miglior centrocampista del torneo d’apertura con un bottino di 8 gol in 35 presenze, doveva essere il sostituto naturale di Bresciano visto le sue caratteristiche tecniche. Il presidente Zamparini aveva accusato i giornalisti di non capire niente di calcio visto che a suo dire non avevano abbastanza enfatizzato il suo acquisto. Insomma ottime credenziali ma sia con Zenga che con Rossi poche chance di giocare e molta panchina. Contro il Livorno, chiamato a sostituire Simplicio, ha avuto un buon impatto nella partita riuscendo a dare maggior dinamicità al centrocampo e rendendosi pericoloso con alcune incursioni in fase offensiva. Proprio grazie ad una di queste fornisce l’assist vincente a Miccoli. Mancano 11 giornate e le sue qualità possono rappresentare una variante importante rispetto agli altri centrocampisti rosa, perché non dargli un po’ di fiducia? A mister Rossi la scelta…
Palermo, il sogno continua …
Con una cornice di 25000 spettatori, Rossi scioglie all’ultimo i dubbi settimanali sulla formazione: Bovo terzino destro con al centro Goian e al posto di Migliaccio sceglie Simplicio. Rossi probabilmente memore dell’esperienza maturata contro il Bari va sul sicuro puntando su un difensore puro e non rischia Blasi o il giovane Celustka, ritenuto non ancora pronto per essere il vice-Cassani. A centrocampo visto una difesa piuttosto bloccata sulla carta sceglie di dare un’ulteriore innesto di qualità con il brasiliano. Il Palermo parte con un buon ritmo e sfiora il gol in più di un’occasione. Prima Pastore che va al tiro dopo uno splendido gioco di gambe, fuori di un soffio. Poi ancora due belle occasioni per Miccoli con ottima risposta di Rubinho, con Cavani di testa e infine Goian che su torre di Cavani fallisce da due passi. Il Livorno con 11 uomini dietro la linea della palla bada solo a contenere senza mai affacciarsi dalle parti di Sirigu. Un buon primo tempo che mette in risalto la determinazione di capitan Miccoli ma con un Cavani un po’ abulico e un Simplicio irritante che non si inserisce mai e perde anche molti palloni. Ad inizio ripresa subito Cosmi cambia, fuori Esposito dentro Bergvold e Livorno che passa dal 3-5-2 al 4-4-2. Subito Pastore impegna Rubinho, ma il Palermo fatica. Molti i palloni persi da Simplicio che riesce a dare qualche segno di vita un po’ prima della sostituzione con qualche buon inserimento ma la difesa del Livorno regge. Pastore, toccato duro nel primo tempo e tornato in campo con una vistosa fasciatura, non riesce a trovare il passaggio vincente e Rubinho si esibisce in un grande miracolo su conclusione di Cavani. A questo punto Rossi decide di cambiare Simplicio ed inserisce Bertolo, che riesce a dare grande dinamicità al centrocampo e inizia ad inserirsi costantemente in attacco. In questa fase si fa vivo anche il Livorno che sugli sviluppi di un calcio d’angolo sfiora il gol con Knezevic, salvataggio sulla linea di Liverani. Subito dopo l’entrata di Hernandez per Cavani, proprio su un’azione insistita di Bertolo, il Palermo, trova il gol con un magistrale tiro di Miccoli che fa esplodere il Barbera. Ultimi minuti di palpitazione con il Palermo che gestisce male un paio di contropiedi e perde qualche pallone in maniera ingenua ma il Livorno non ha la forza di impensierire la retroguardia rosanero. Al triplice fischio il Barbera può esplodere per un sogno che può continuare…
06-03-2010
Palermo, gli ex di turno
Domenica tornano al Barbera due ex-giocatori rosanero. Rubinho arrivato quest’estate nello scambio con Amelia ed accolto dal pubblico rosanero con grande entusiasmo ha fin da subito palesato gravi incertezze fino all’avvicendamento con Sirigu. Ha collezionato 8 presenze ( di cui 2 in coppa Italia) e nel mercato di riparazione di gennaio è stato ceduto in prestito al Livorno. Antonio Filippini, arrivato a Palermo nel gennaio 2004 assieme al gemello (ritiratosi quest’anno e adesso allenatore in seconda dei giovanissimi del Brescia), diede un ottimo contributo alla storica acchianata rosanero. Collezionò in rosa 21 presenze condite da 2 gol, contro il Catania e al San Paolo di Napoli. I tifosi lo ricordano con molto affetto anche grazie all’esibizione musicale che ci fu al Barbera dopo la partita con il Bari dove si esibì con il fratello suonando la chitarra.
Bresciano, da uomo bionico a semplice gregario
Chi non ricorda il suo splendido debutto in un caldo pomeriggio d’estate, gol in sforbiciata nel 4-3 con la Reggina della stagione 2006/07. Niente di sorprendente per chi conosceva le sue gesta con l’Australia e con le maglie di Empoli e Parma. Fu solo l’inizio per colui che da lì a poco farà impazzire il popolo rosanero con la sua famosa statua e sarà ribattezzato l’uomo bionico. Non importava la posizione in campo, lui era l’uomo ovunque di mister Guidolin. Sembrava avesse il dono dell’ubiquità che toccò il suo culmine nella vittoria a San Siro contro il Milan. Quella squadra grazie anche ai suoi numeri sognò per un girone intero traguardi molto ambiziosi ma dopo l’infortunio di Amauri iniziò la sua lenta involuzione. La squadra naufragò e nel girone di ritorno non si vide più l’incredibile uomo bionico. A fine stagione il Palermo arrivò quinto e l’australiano sembrò ad un passo dall’addio. Voleva l’Inghilterra ma il suo trasferimento al Manchester city sfumò. Inizio così la sua seconda stagione in rosanero che lo rilegò nell’anonimato. Sempre grande impegno ma risultati modesti e quasi si pensò fosse stato sostituito con un fratello gemello scarso. Dopo un’altra estate con la valigia in mano viene confermato e nel corso della stagione diventa una pedina indispensabile nello scacchiere di Ballardini. Buono il suo contributo soprattutto in casa, latitante troppo spesso in trasferta come del resto tutta la squadra. Sempre in campo con qualsiasi allenatore, sempre criticato da stampa e tifosi, sempre altalenante nel rendimento. A questo punto viene spontaneo chiedersi qual è il vero Mark Bresciano? Il bionico o il gregario? La sua avventura a Palermo sembra stia per terminare e in modo molto mesto visti i suoi continui infortuni. Il suo addio rischia di non lasciare traccia ma chi ha sempre seguito le gesta del canguro australiano spera di vedere un ultimo sprazzo dell’uomo bionico che fu e la sua sublime statua.
05-03-2010
Palermo, domenica tutti allo stadio…
Quando quest’estate mister Zenga affermò che il Palermo potesse vincere lo scudetto creò molto scalpore tra addetti ai lavori e tifosi. Alla sua affermazione non seguirono i fatti visto che il Palermo con coach Z non acquistò mai un’identità di squadra capace di imporre il proprio gioco ma dietro le sue parole c’era qualcosa di vero : il Palermo ha le potenzialità per puntare sempre al massimo. Si deve scendere in campo sempre per vincere e Delio Rossi fino a questo momento è riuscito a dare una mentalità vincente alla squadra rosanero. A Torino, il Palermo, ha vinto da grande squadra aspettando e colpendo nel momento giusto i bianconeri senza rischiare molto in tutta la partita. Adesso aspettiamo la stessa maturità contro il Livorno che verrà al Barbera a fare una partita prettamente difensiva nella speranza di portare a casa un punto. Dall’arrivo di Rossi il Palermo ha vinto sempre in casa riuscendo a piegare anche la resistenza di alcuni ostici avversari di bassa classifica grazie al gioco e alle invenzioni dei singoli. Siamo quarti e vogliamo restarci, non dobbiamo nasconderci e non dobbiamo avere paura ma crederci fino alla fine. La squadra sta dando il massimo, adesso tocca a noi tifosi stringerci attorno ai nostri beniamini riempiendo il più possibile lo stadio e dimostrando che noi ci siamo. Quindi domenica alle ore 15 tutti al Barbera, facciamo sentire il nostro calore alla squadra per un sogno chiamato Champions.
